Liquore alle erbe Archibus Valle soana

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Liquore Archibus alle erbe Valle Soana

Descrizione

Descrizione

Liquore Archibus alle erbe Valle Soana. Prodotto con erbe della Valle Soana

Composto da alcool, acqua, infuso di erbe officinali raccolte e coltivate in Val Soana e aromi naturali.

Erbe aromatiche delle Valle Soana per Archibus

Raccolte nel cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso

ACHILLEA achillea millefolium
Pianta erbace perenne spontanea in Italia, conosciuta fin dall’antichità, ancora oggi le sue virtù vengono sfruttate in infusi decotti e vini medicanti.Del millefoglio si usano le sommitò fiorite, raccolte da giugno a settembre, essiccate e conservate. La pianta è ottima anche come aromatizzante di salse, aceto e liquori casalinghi.Moltiplicazione e messa a dimora per divisione dei cespi in autunno o primavera. Ideale per ornare giardini rocciosi. Posizionare al sole.

ANETO peucedanum graveolens
Pianta erbacea annuale rustica, di cui sia le foglie che i semi vengono usati per dare ai cibi un’ aroma simile a quello dell’ anice e del comino.Le giovani foglie per insaporire zuppe e salse. Per preparare un’eccellente aceto di aneto, basta lasciare macerare per qualche giorno i semi. Semi e foglie possono essere essiccati e conservati a lungo.Messa a dimora a marzo. Moltiplicazione da seme. Posizione in pieno sole.

ANICE pimpinella anisum
Pianta annuale rustica originaria dell’Asia Minore, i cui frutti, i semi aromatici dal sapore simile a quello del liquore omonimo, vengono largamente usati per dolci, torte e biscotti e per profumare un certo tipo di pane. Le foglie fresche posso entrare nella composizione delle insalate. Messa a dimora in primavera. Coltivazione anche in vaso, moltiplicazione da seme. Posizione calda e solatia.

ANGELICA angelica archangelica
Pianta perenne ma di breve durata. Coltivata come biennale. I fusti asportati quando la pianta è ancora giovane, vengono canditi e usati per decorare dolci. Usata spesso come aromatica in liquoristica. Usata a scopo terapeutico.Coltivazione in piena terra. Moltiplicazione da seme prelevati in estate e ripiantati immediatamente perchè perdono la germinabilità. Di facile coltivazione.

ARTEMISIA artemisia vulgaris assenzio selvatico
Pianta di tipo erbacea perenne. Comune allo stato selvatico.Si usa a scopo terapeutico e si raccoglie in estate fino all’autunno. Di facile coltivazione. Cresce bene ovunque.

ASSENZIO artemisia absinthium
Erbacea suffruticosa permanente che raggiunge notevoli dimensioni. Dell’assenzio dall’odore amaro e fortemente aromatico, vengono usate le foglie e le sommità fiorite, raccolte su piante asciutte. La pianta è usata soprattutto nella preparazione dei liquori e per l’aromatizzazione dell’aceto. Viene usata per la composizione di pot-pourri. Presenta virtù terapeutiche, tuttavia se assunta in dosi massicci si rivela tossica.Molto facile da coltivare. Si può riprodurla da seme o per divisione dei cespi. Da trapiantare in autunno e in primavera.

BASILICO ocimum basilicum
La pianta di solito coltivata come semirustica annuale, in vasi può essere tenuta in casa o in serra per tutto l’inverno.Le foglie del basilico danno un sapore intenso e aromatico a molti piatti. Utilizzare le foglie fresche, subito dopo la raccolta, è possilile conservarlo essiccato in polvere, congelato, sott’olio o come pesto alla genovese.Coltivazione in vaso e in piena terra. Messa a dimora da marzo nei climi più caldi. Moltiplicazione da seme. Posizione in pieno sole, in luogo caldo e riparato.

BORRAGINE borago officinalis
La borragine è una pianta rustica perenne. I fiori di colore celeste attraggono le api.Le lunghe foglie, strofinate emettono un profumo di cetriolo, possono essere mangiate in insalata o lessate, aggiunte nelle frittate. Possono essere seccati o trasformati in canditi, gustosi anche fritti. Coltivazione in piena terra o in vaso. Semina da marzo a maggio e in autunno. Moltiplicazione da seme, sovente si autorisemina. Molto facile da coltivare in luogo solatio o leggera ombra.

CALENDULA calendula officinalis
La calendula è un’erbacea di tipo perenne che emana un gradevole odore. Fiorisce dalla fine dell’inverno fino all’autunno. Vengono utilizzate le giovani foglie e i fiori, da raccogliere quando la pianta è asciutta. La tradizione tramanda la conservazione dei fiori non ancora aperti sotto’aceto. In cucina i petali dei fiori aggiunti alle insalate svolgono anche un nuotevole ruolo decorativo. Può essere usata per insaporire risotti e brodo. I petali hanno proprietà simili allo zafferano. Presenta proprietà terapeutiche, diuretiche, cicatrizzanti antisettiche, depurative. Moltiplicazione da seme in primavera o in semenzai a fine estate. Dura molti anni autoriproducendosi. Posizionare in pieno sole.

CAMOMILLA matricaria chamomilla
Erbacea annuale, che spesso una volta coltivata si dissemina autonomamente.Tutta la pianta è molto profumata ma vengono usati i capolini, colti in piena fioritura. Le proprietà calmanti di questa pianta sono ben note a tutti. Oltre che nella benefica bevanda la camomilla può essere impiegata per la preparazione di liquori e come aromatizzanteper gelati e semifreddi. Coltivazione in vaso o piena terra. Moltiplicazione per divisione dei cespi in primavera o semina diretta. Teme le infestanti.

CEDRINA lippia citriodora (erba luigia)
Le foglie della cedrina, strizzate tra le dita emanano un profumo di limone. E’ una pianta perenne rustica, che cresce bene se posta alla base di un muro soleggiato e protetta dai venti gelidi oppure coltivata in vaso e trasferita in serra durante l’inverno. Moltiplicazione in luglio per talea. Potatura energica in inverno. Il risveglio vegetativo avviene in tarda primavera, tanto da far sembrare morta e secca la pianta. Le foglie fresche o essiccate si utilizzano da sole o con altre erbe per preparare gradevoli infusi e liquori , il loro gradevole profumo di limone è indicato per aromatizzare gelatine, creme e marmellate.

CERFOGLIO anthriscus cerefolium
E’ un’erba usata nella cucina francese allo stesso modo del prezzemolo. Con aglio, prezzemolo e dragoncello entra nella preparazione di gustose omelette e nelle zuppe. Tritata fresca nelle verdure o si può abbiare ai funghi e ottima con le patate. Le foglie fresche vanno raccolte tagliando il picciolo alla base, per agevolare lo sviluppo di nuovi germogli. Di tipo annuale rustica, motiplicazione da seme da febbraio ad ottobre. Coltivazione in pieno sole e leggermente in ombra per le semine estive, sia in vaso che in piena terra.

CUMINO carum carvi
Pianta di tipo biennale rustico, le piante fioriscono un anno dopo la semina. Si tagliano le ombrelle che portano i frutti quando incominciano a maturare. Raccogliere le foglie quando si desidera. I semi si usano nei dolci, cosparsi negli arrosti, sul formaggio e nel pane. Le foglie si usano fresche o cotte le più vecchie. La conservazione dei semi essiccati in barattoli chiusi. Messa a dimora e moltiplicazione per semina in agosto e in settembre. Posizione solatia in vaso o in piena terra.

DRAGONCELLO o ESTRAGONE artemisia dracunculus
Pianta di tipo perenne rustica, diffusa allo stato selvatico mentre la varietà francese, che essendo sterile, non si trova in natura e può essere riprodotta solo per divisione dei cespi. Le foglie fresche si possono usare nelle insalate, sminuzzate vengono usate nei miscugli di erbe aromatiche per fare salse di contorno a pesci e carne e per preparare l’aceto al dragoncello. Moltiplicazione per divisione in marzo. Coltivazione in vaso o piena terra, in pieno sole e in luogo riparato in inverno. Teme il gelo. Si consiglia di rinnovare la cultura ogni tre anni.

ERBA AGLINA allium tuberosum
Erbacea perenne che si moltiplica tramite divisione dei cespi ogni tre o quattro anni. L’aroma , simile a quello dell’aglio è più delicato e può essere usato allo stesso modo in tutti gli utilizzi. Per ottenere una proficua crescita, tagliare spesso e asportare i fiori. Coltivazione sia in vaso che in piena terra in posizione soleggiata o mezzaombra.

ERBA CIPOLLINA allium schoenoprasum
Le foglie sottili, tubolari, simili a erba, sono usate tutte le volte che si vuol dare ai cibi un’aroma di cipolla. Si possono tritare e spargere sulle insalate, uova, formaggi, nelle minestre, negli stufati e nelle salse.

I bulbi sono molto esili e crescono in cespi numerosi. Di tipo perenne rusico. Si può ottenere un rifornimento invernale, tenendo alcuni cespi in vaso in serra o dietro una finestra. Posizione in pieno sole o in leggera ombra.

ERBA DELLA MADONNA o DI SAN PIETRO balsamita major
Erbacea perenne rizomatosa con fusti eretti, di facile coltivazione, che cresce bene sia in posizione soleggiata che semiombrosa. Coltivata in vaso o in piena terra. Moltiplicazione per divisione dei cespi in autunno o in primavera.Le foglie da raccogliere e consumare fresche emanano un aroma di menta con leggero sentore di limone. Usare poche foglie per aromatizzare frittate, torte ripiene di verdura piatti a base di pollo e selvaggina. Possiede elevate proprietà terapeutiche.
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ISOPPO hissopus officinalis
E’ una pianta sempreverde perenne, i cui rametti si raccolgono tutto l’anno. I fiori blu , rosa o bianchi da giugno per tutta l’estate attirano api e farfalle.

Le foglie sono aromatiche e hanno un sapore simile alla menta, anche se più amaro e piccante. Poche foglie sminuzzate aggiunte alle zuppe e stufati o alle insalate. Consumato fresco o essiccato. Utilizzato per bordure, va tagliato a fine marzo. Trapianto in primavera o in autunno. Posizione solatia. Moltipliczione per talea.

LAVANDA lavandula officinalis o lavandula vera o spica
E’ una pianta perenne, sempreverde di medie dimensioni.I rami dell’anno sono erbacei fino alla fioritura, la spiga fiorale di un intenso azzurro – violaceo, coltivata a scopo orna ardini. I fiori mantengono a lungo la loro fargranza, anche dopo raccolti ed essiccati in mazzi. La pianta dimostra molte proprietà officinali ed usata a scopo cosmetico. Il nome stesso di origine latina evoca un’immagine di profumo e di pulizia.Un mazzetto di lavanda gettato nel bagno serale agisce da calmante e assieme da disinfettante. Anche i romani facevano abbondante uso di questa pianta nei bagni!

LEVISTICO ligusticus officinalis sedano di monte
Pianta erbacea perenne che raggiunge anche più di un metro di altezza.

Sia le foglie che i semi, fresche o secche, possono essere usate al pari di quelle del sedano comune essendo di gusto però molto accentuato. La tisana e i liquori preparati con questa erba hanno virtù digestive. Moltiplicazione per seme o per divisione dei cespi. Alla fine della stagione perde vigore, ma si ripresenta con rinnovato vigore nella primavera seguente. Posizione soleggiata, coltivazione in pieno campo.

MAGGIORANA origanum majorana
Pianta di tipo perenne rustico, di origine asiatica e dotata di ogni sua parte di un profumo notevolmente aromatico, molto diffusa nei giardini, ma raramente si trova allo stato selvatico. L’aspetto del fogliame è simile a quello dell’origano, che botanicamente ne è stretto parente. Più delicato dell’origano si usa fresca o essiccata, per aromatizzare carne, pizza, minestre, verdure stufate. Trova impiego anche per la confezione dei liquori. Moltiplicazione per seme o per divisione. Coltivata in vaso o in piena terra in posizione solatia.

MELISSA
Questa erba, chiamata anche erba limone o cedronella per via dell’aroma che sprigiona dalle foglie, ha l’apparenza della menta. Erbacea di tipo rustico perenne, si usa in piccole dosi per insaporire bevande, macedonie di frutta, insalate, frittate, carni e pesce oltre che per la preparazione di squisiti liquori, che al gradevole gusto, associano proprietà digestive. Usata sia fresca che essiccata presenta proprietà terapeutiche. Coltivata in vaso o piena terra in posizione solatia o parzialmente ombreggiata. Moltiplicazione in autunno per divisione.

MENTA mentha spicata, mentha piperita, menta rotundifolia, menta pulegium
Le molte specie della menta, presentano analoghe caratteristiche e proprietà aromatiche e medicinali. Di tipo erbacea perenne, di facile coltivazione. Si può essiccare. Della menta vengono utilizzate le foglie e le sommità fiorite da raccogliere ben asciutte. La piperita viene utilizzata per la preparazione di liquori, bevande e prodotti dolciari, ottima anche per il famoso thè alla menta, dissetante e digestivo. Specie dal sapore più lieve (menta gentile, mentuccia) sono utilizzate per le verdure e il pesce. Coltivazione in pieno sole o legermente ombreggiata. Moltiplicazione per rizoma e talea in autunno e in primavera. Può diventare infestante.

ORIGANO origanum vulgare
Sebbene sia una pianta perenne e rustica, affinchè possa fiorire deve essere coltivata in luogo solatio e caldo. Può essere coltivata in casa durante i mesi invernali, per avere le foglie verdi a disposizione. Le foglie sono utilizzate, oltre che per insaporire le oizze e la carne, per insaporire insalate e pomodori. Di sacile essiccazione si può conservare in barattoli. Posizionare in luogo caldo e solatio, adatta anche alla coltivazione in vaso. Moltiplicazione per divisione in primavera o autunno.

PIMPINELLA sanguisorba minor
E’ chiamata anche pimpinella da insalata. Le foglie emanano un profumo delicato e amaro, possono inaporire gradevoli insalate fresche o aromatizzare zuppe e salse, aggiunte durante la cottura con gli ortaggi. La pianta spontanea in Italia può facilmente essere riprodotta e coltivata. Preferisce in pieno sole , ma tollera anche una parziale ombra. Moltiplicazione per divisione delle piante in marzo.

PREZZEMOLO petroselinum hortense
E’ una pianticella erbacea biennale, di cui esistono diverse varietà con profumo più o meno intenso.E’ tra le aromatiche più apprezzate e utilizzate, numerosissimi gli impieghi per la gradevolezza che aggiunge alle tante preparazioni. Come raccomandazione quella di aggiungerla fresca e negli ultimi stadi della cottura per evitare che il calore ne alteri l’aroma. Si può preparare dell’olio aromatico unendovi le foglie tritate finissime, come ottimo condimento.Si semina da febbraio a settembre, coltivata sia in vaso anche in casa in inverno o in aiuole all’aperto, solitamente supera l’inverno per fiorire in primavera.Il prezzemolo a foglia riccia è molto grazioso e decoarivo, ma meno profumato.

RAFANO armoracia rusticana
Di tipo perenne, chiamato anche cren o barbaforte, le radici del rafano sono apprezzati per il sapore piccante, che ricorda quello della senape. Può essere usata per farne una salsa piccante, da servire con bolliti e arrosti. Le giovani foglie, da sapore intenso, possono essere aggiunte in piccole quantità nelle insalate. Molto rustico e facile da coltivare, tanto da poter diventare infestante. Posizione pieno solo o mezzombra , propagazione per divisione di rizoma da effettuarsi a fine inverno.

ROSMARINO rosmarinus officinalis
E’ una pianta arbusto sempreverde e tutte le sue parti sono molto aromatiche.Qualche rametto messo prima della cottura nell’agnello nel maiale, nel vitello e nel pollame, ne migliora il sapore e le rende più digeribili. Usato sia fresco che essiccato, in seguito anche polverizzato. L’uso del rosmarino trionfa anche nelle preparazioni di zuppe di ceci, patate o per aromatizzare l’olio e aggiunto alla pasta di pane, panini al ramerino. Il rosmarino ama il sole, teme il freddo e le gelate, può essere coltivato in vaso e messo al riparo in inverno. Moltiplicazione da talee in autunno o primavera.

RUCOLA selvatica diplotaxis muralis
Di tipo erbace annuale, che si riproduce spontaneamente. Le foglie di aroma più intenso e piccante della rucola sativa (ruchetta) e più piccole.Svariati usi nella preparazione delle insalate sia sola con olio e aceto o limone o nelle composizioni. Entra nella preparazione di un gradevole pesto di rucola come condimento per la pasta , o in padella con la pancetta.Coltivazione in pieno campo o grandi vasi, esposizione al sole, rinnovando, per seme in ogni momento dell’anno.

RUTA ruta graveolens
Pianta arbusto perenne, a forma di cespuglio con fiori gialli, che le conferiscono un aspetto vistoso e gradevole.Non richiede particolari cure, se non annaffiature in caso di estati molto calde e proteggerla dal freddo in inverno rigido. All’inizio della nuova stagione è consigliabile potare i rami, per stimolare nuovi getti.La ruta trova impiego nella preparazione, come aromatizzante, di grappe e acqueviti, cui conferisce proprietà digestive. Per ottenere la celebre grappa basta lasciare macerare un rametto di ruta fresca in un litro di grappa per circa trenta giorni. Il rametto può essere lasciato in bottiglia, come da tradizione. È importante non eccedere nelle dosi, perchè può essere tossica!

SALVIA salvia officinalis
Il nome stesso di questa pianta è testimone delle virtù che gli antichi Romani le riconoscevano: infatti salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute). Prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le attribuì il nome di officinalis. Notevoli e molteplici proprietà terapeutiche, impiegata in cosmesi: per la bellezza dei denti sani, è molto utile la semplice abitudine di strofinare mattina e sera le foglie di salvia fresca. Unita insieme alle foglie di rosmarino, lavanda, menta e timo, per la preparazione di bagni caldi la sera. Esistono numerosissime varietà , che presentano particolarità molto interessanti: foglie porpora, la variegata gialla e la tricolore, o la varietà argentea dalle foglie quasi bianche e l’Alba nana con fiori bianchi. Considerata la regina delle erbe aromatiche, indispensabile in cucina, la salvia profuma arrosti, è ingrediente base per la preparazione della selvaggina. Gustosissima impastellata fritta! Si può coltivare in vaso o in piena terra al sole o leggera ombra. Per favorire un rinnovo della vegetazione è meglio potare a fine fioritura e pulire dalla vegetazione secca. Sebbene sia una pianta rustica e vigorosa, la pianta non ha vita molto lunga e può essere rinnovata per talea ogni tre o quattro anni.

SALVIA DI ANANAS salvia rutilans
Salvia al gradevolissimo profumo di ananas, di facile coltivazione e di gran bellezza durante la fioritura.Usata per aromatizzare le bevande e il thè, sminuzzata nelle macedonie di frutta e nelle carni bianche.Posizione solatia e coltivazione anche in vaso, rustica ma sensibile al freddo, moltiplcazione per talea.

SANTOREGGIA satureja hortensis, satureja montana
Erbace annuale a fusto ramificato o di tipo perenne la montana.La pianta è nota con i nomi popolari di erba spezia, di facile coltivazione, adatta a qualsiasi terreno, posizione solatia, moltiplicazione da seme o per divisione.Si utilizzano le foglie poco prima della fioritura, per l’essiccazione. È conservata in vaso. La santoreggia per il suo aroma forte e piccante è molto apprezzata accompagnata a legumi e uova, per il pesce al cartoccio, rendendo i cibi più digeribili. Trova impiego nella preparazione dei liquori casalinghi.Le foglie tritate applicate sulla pelle sono un’antico rimedio contro le punture di api e vespe.

SEDANO apium graveolens
Erbacea biennale fortemente aromatica, con fusto eretto. Esige terreni ricchi di materia organica. Seminato in gennaio in coltura protetta o in primavera in pieno campo in posizione solatia.Usato sia crudo che cotto, tritato con la cipolla, carota e prezzemolo il sedano è il protagonista di tutti i soffritti che servono di base alla preparazione di un’infinità di piatti. Sgranocchiare gambi di sedano crudo tra i pasti è molto utile alle persone che vogliono dimagrire, calma l’appetito e favorisce l’eliminazione dei liquidi.A scopo terapeutico depurativo, va menzionato lo sciroppo alle cinque radici: sedano, finocchio, asparago, prezzemolo e pungitopo.

STEVIA stevia rebaudiana bertonii
Pianta di tipo perenne rustica, originaria del Sud-America diffusa in Brasile e in Perù, coltivata in Giappone e in Europa. E’ emmessa ad uso alimentare come integratore da pochissimo tempo, coltivata come annuale nei climi più freddi. Moltiplicazione per talee, più difficile per seme, coltivata in vaso o in piena terra in posizione soleggiata al caldo. Teme il gelo e i ristagni idrici, anche se nelle estati molto secche, necessita di annaffiature costanti. Effettuando una prima cimatura dei fiori si otterrano esemplari più folti e robusti. La potatura molto bassa da effettuare prima della stagione fredda e la pacciamatura, consente di proteggere la pianta da eventuali gelate. In alternativa può svernare in vaso e senza annaffiature. Le giovani foglie consumate fresche per dolcificare cibi e bevande o essiccate, poi ridotte in polvere, possiedono una notevole proprietà dolcificante, con leggero sentore di liquirizia. Consumata fresca, dolcifica duecento volte più dello zucchero, essiccata fino a quattrocento volte di piu’, senza averne le controindicazioni come calorie, diabete e carie. Mantiene le proprietà dolcificanti alle alte temperature di cottura e può entrare in uso nella preparazione di dolci e nelle marmellate. Possiede proprietà terapeutiche: può essere curativa per il diabete.

TIMO thimus vulgaris, timo serpillo, thimus serpillum
Le due specie principali di Thymus sono il vulgaris e il serpillo, pepolino, oltre al famoso timo citriodorus al profumo di limone e molte altre. E’ un piccolo arbusto perenne che forma cespugli perenni. La specie molto rustica cresce bene ovunque, pur prediligendo terreni pietrosi e ben esposti al sole. Sminuzzato fresco, oppure secco, il timo può essere usato prima della cottura nelle carni, su uova e formaggi ortaggi cucinati, zuppe e stufati. Per aromatizzare vini e liquori , conserve vegetali e di frutta (fichi e prugne). Rientra nel famoso “mazzetto di odori” impiegato così spesso in cucina.

Valle Soana, la zona di provenienza dei nostri prodotti

Il nome di Soana ha dato origine a diverse ipotesi circa la sua derivazione: gli abitanti della valle sono tuttavia convinti voler esso significare sana. Valle Soana, valle sana, dicono gli abitanti , che parlano della loro Valle come parlerebbero del Paradiso terrestre. Ed io credo non abbiano tutti i torti: che la valle sia sana lo dicono le acque limpide e pure , lo dice l’ aria balsamica, lo dice la costituzione dei forti valligiani, lo dice l’ aspetto delle belle forosette che incontrate per la strada, dal colorito che ispira salute, e dalle forme che … non vi dicono meno.
Altri vogliono fare derivare il nome di Soana (anticamente suana e souana), dal numero grande di suini una volta allevati nella valle: e` pero’ un controsenso, giacche’ il terreno non e`assolutamente adatto all’ allevamento di simile bestiame e tuttora, data quest’ ipotesi , dovrebbe almeno allevarsene un numero considerevole, mentre invece, in tutta la valle, i suini si contano a poche decine. “Il Casalis, nel suo dizionario geografico – storico – statistico – commerciare degli stati di S.M. il Re di Sardegna, scrive: La Valle Soana prese il nome dal suo villaggio principale che vedevasi all’ imboccatura, e che nel 1339 fu insieme con parecchi altri distrutto dagli uomini di Cuorgne` , all ‘ora i piu’ possenti vicini di quei valligiani”. Eravi pure un monte Soana, circa la posizione del quale lungamente si ebbe a discutere: alcune carte vogliono rappresentare nel M. Soana, la torre di Lavina, altre la Rosa dei Banchi. Pare pero’ ben piu’ probabile sia quest’ ultima, giacche’ il torrente Soana nasce appunto alle sue pendici nel versante di Piamprato, mentre dalla Torre di Lavina scaturiscono i torrenti Forzo da una parte e Campiglia dall’ altra. Quali furono i primi abitatori della valle Soana ?

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